Sarà per il ricordo che mi ha lasciato un libro letto tanti anni fa, ma i gabbiani hanno per me un fascino particolare.
Sono il legame tra cielo terra e acqua.
Sono la forma che io darei all'idea di libertà.
Di fronte a loro sono pronta a scattare, ma sorge un dubbio...
come mi sarà possibile fermare con la macchina fotografica tutto questo?
Galleggiano nell'aria sopra di me, come nuvole si muovono guidati dal vento.
Subito mi assale il desiderio e l'eccitazione del cacciatore ... devo averli, devo catturare l'isitante.

Scatto e loro rimangono per sempre lì, immobili, ma dalla foto non si sentono le loro voci.
Li osservo negli atterraggi di precisione, li guardo rubarsi il posto di volta in volta.
Ancora una volta imposto la macchina,tempi veloci, sono pronta...
Per un ritratto, per fermare quelle ali, rimango appostata per un tempo indefinibile.

Costruisco l'inquadratura, scatto, ma non sono con loro.
Sono solo un' avida cacciatrice d'immagini...
Capisco che sono troppo attenta alla mia macchina fotografica... troppo ancorata a dei canoni di fotografia che mi sono imposta e non so il perchè.
Allento la tensione e anche la precisione, provo a scattare una foto a qualcosa che non è neppure visibile, ma si sente...
Voglio scattare una foto che abbia il fruscio di ali in volo.
Voglio scattare una foto alla libertà.

Il gabbiano Jionathan Livingston aveva ragione:
"Non dar retta ai tuoi occhi, e non credere a quello che vedi. Gli occhi vedono solo ciò che è limitato. Guarda col tuo intelletto, e scopri quello che conosci già, allora imparerai come si vola."
Per queste foto ascolta dal lettore il brano " Breathing light"